Il progetto di architettura è per me un modo di conoscere il mondo e immaginarne la trasformazione. Il riuso adattivo del costruito è al centro del mio lavoro: comprendere i luoghi, riconoscerne le qualità ed esplorarne la capacità di accogliere nuovi usi e nuovi modi di abitare. Dal progetto urbano allo spazio interno, considero l’esistente come materia di progetto, portatrice di risorse, vincoli e possibilità.
Architetto e professeur adjoint all’École d’architecture dell’Université Laval, sviluppo una pratica che associa progettazione, ricerca, insegnamento e creazione artistica. Il mio percorso si è costruito tra Italia, Spagna e Québec. Dottore di ricerca «Europaeus» in Composizione architettonica e urbana, formato all’Università di Palermo e all’Escuela Técnica Superior de Arquitectura di Madrid, ho inoltre conseguito una specializzazione in Storia della progettazione architettonica all’Università Roma Tre.
Le mie ricerche riguardano la trasformazione degli edifici e degli insiemi urbani, in particolare quelli del XX secolo. Nel Québec studio le espressioni della modernità e le possibilità di riuso di questo patrimonio, soprattutto per l’abitare. Adattare un edificio a nuovi usi implica una riflessione sui suoi spazi, sulla sua struttura, sulla sua materialità e sulle sue relazioni con la città. Il lavoro d’archivio, il rilievo, il ridisegno critico e la sperimentazione attraverso il progetto permettono di comprenderne le logiche e di valutare ciò che può essere conservato, reinterpretato o trasformato. Riuso, restauro e riciclo partecipano così di una stessa ricerca sul divenire del costruito.
Insegno dai primi anni del baccalauréat alla maîtrise e al dottorato. Dall’esplorazione spaziale e creativa alla definizione di un progetto di trasformazione e alla formulazione di una ricerca, il mio insegnamento collega osservazione, immaginazione e precisione. Il disegno, il modello e il lavoro sulla materia permettono di interrogare le situazioni esistenti, sperimentarne le trasformazioni e sviluppare uno sguardo autonomo.
La mia pratica professionale si estende dal progetto urbano agli spazi interni, al paesaggio e ai luoghi dell’esposizione. La mia esperienza all’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, dove ho tra l’altro diretto il giardino storico della Villa d’Este, ha approfondito la mia attenzione alle relazioni tra architettura, memoria e usi. Il disegno e la creazione artistica proseguono questo percorso, esplorando le forme, i colori e i racconti che rinnovano la nostra percezione dei luoghi.
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